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Rimmel [. E' senza dubbio stellato, tutto ciò che ti devo .]
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Curiosità
blog letto 157131 volte

 

...Come Quando Fuori Pioveva...

 

 

[ Le parole che dico non han più forma nè accento ]

[ Si trasformano i suoni in un sordo lamento ]

 

 

 

 

 

 

 

 


6 febbraio 2012
a distanza di un milione di anni.

Sono rimasta quella che ero.
Con una laurea in più (e sì, sono una psicologa miei cari) e un po' di rabbia in meno.
No, non è vero. La rabbia c'è ancora, è solo meglio organizzata in una serie di meccanismi di difesa tra loro ben integrati in una affascinante nevrosi esternalizzante.

Ben lontano dal luogo di ritrovo di adolescenti arrabbiati e di annoiati ventenni (ma con l'autopercezione di grandi uomini vissuti) che seduti nel loro bel trono di merda dispensavano giudizi offensivi e non (ma comunque poco costruttivi); questo blog vuole essere solo per oggi qualcosa di diverso.
Oggi voglio tirare le somme con un vago sentore nostalgico di quando credevo che bastasse scrivere e dire per essere "diversa" da persone che ritenevo disprezzabili. Non che ora abbia chissà quale esperienza, maturità o equilibrio (per il raggiungimento di quest'ultimo, non basterebbe una vita intera per la maggior parte delle persone su questa Terra); ma stanotte ho voluto riaffacciarmi su vecchi pensieri constatando che molti di essi mi accompagnano ancora.

Certo, sicuramente non vado più in giro con i piercing sulla schiena né mostro quella normale arroganza adolescenziale, ma il mondo mi appare ancora quello che mi appariva una volta.
Ho perso rapporti, ho avuto altre storie, nuovi amori, alcuni viaggi. 
Mi pento di molte cose, di aver lasciato decantare le amicizie, di non aver alzato il telefono, di aver detto "ma sì, un giorno ci vediamo per un caffè" senza poi averlo mai fatto né desiderato. 
Le foto qui pubblicate, mie e di quelli che una volta erano i miei amici, sembrano lontane. Altre cose sembrano oggi più chiare di ieri, alcuni comportamenti miei e di altri sono improvvisamente semplici da comprendere.
Tutto cambia, eppure l'essenza resta la stessa. 
A distanza di pochi anni che sembrano intere vite, dico addio a questo posto ma lo dico un po' anche a me stessa e a quella parte di me ancora legata alle persone, ai giudizi, al passato di un'adolescente troppo impegnata a far caso al pensiero degli altri e forse un po' troppo "sensibile" per capire di essere una persona attiva nel mondo e non una spettatrice impassibile e vittima degli eventi.

Senza pretese e con la consapevolezza che non ci sarà l'aumento delle 126mila visite,
Buona notte.

Rimmel.





permalink | inviato da Rimmel il 6/2/2012 alle 2:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
1 febbraio 2010
di ventotto ce n'è uno.
Toc Toc.
Apro gli occhi, li stropiccio con le dita. Come i bambini, faccio versi tra il dolce e il disperato.
Come ogni mattino al risveglio, ma più pacati sono i movimenti, meno brusco l'incontro con la veglia.
Sposto il piumone. Sposto l'orsetto. Sposto i quattro cuscini che ho affianco. Sposto il braccio.
Va bene...dicevo? ah, giusto, hanno bussato.
Il tempo dell'ultima visita di chiunque è lontano, è inarrivabile alla memoria quel momento.
Solo un vago evanescente ricordo, quasi onirico. Sarà che devo ancora liberarmi del sonno.
A fatica mi alzo, l'orologio segna le cinque. Del mattino? Della sera? Non so dirlo.
Non filtra luce dalle persiane chiuse da tempi lontani per noia o per lutto.
Le lancette lente, improbabile lo scandire dei secondi.
'Sarà tornato' sto pensando. E me lo ripeto a voce alta, me ne convinco, abbraccio questa calda idea.
Ci vuole del tempo, su, è comprensibile. Giustifico così la solitudine di interminabili mesi ed anni, di solitari e autoindotti inganni.
Una vita di attesa sarà ben ripagata con l'amore di un'eternità.
Eternità è un concetto relativo. L'attesa no, gli anni son quelli.
In piedi, il freddo reclama il mio corpo. Mi abbraccia candido e stringe con forza come a fermarmi, come a proteggermi.
E allora mi guardo attorno e ciò che vedo non è pronto, ciò che vedo non è abbastanza.
Ciò che provo si è consumato, come il pavimento sotto i miei passi quando ancora le forze non mi avevano
abbandonata e costretta all'arresa. Guardo me, le mie mani, le mie gambe. I miei pensieri confusi, i miei capelli disordinati.
Dimentico in un istante ciò che stavo aspettando.



permalink | inviato da Rimmel il 1/2/2010 alle 3:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
11 gennaio 2010
Verranno a chiederti del nostro amore.

"Quando in anticipo sul tuo stupore
Verranno a chiederti del nostro amore
A quella gente consumata nel farsi dar retta
Un amore così lungo tu non darglielo in fretta.
Non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
Le tue labbra così frenate nella fantasia dell'amore.
Dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei Sempre,
Nell'ipocrisia dei Mai.

Non son riuscito a cambiarti.
Non mi hai cambiato, lo sai.

Dietro ai microfoni porteranno uno specchio
Per farti più bella e pensarmi già vecchio
Tu regalagli un trucco che con me non portavi
E loro si stupiranno che tu non mi bastavi.
Digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani
Dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
Per ritornare dopo l'amore alle carezze dell'amore
Era facile ormai.
Non sei riuscita a cambiarmi.
Non ti ho cambiata, lo sai.

Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
Come i fiori regalati a Maggio e restituiti in Novembre.

I tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
I tuoi occhi assunti da tre anni, i tuoi occhi per loro
Ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
O per buttarsi in un cinema con una pietra al collo.
E troppo stanchi per vergognarsi di confessarlo nei miei
Proprio identici ai tuoi.

Sono riusciti a cambiarci.
Ci son riusciti lo sai.

Ma senza che gli altri ne sappiano niente
Dimmi senza un programma, dimmi come ci si sente
Continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito,
Farai l'amore per amore o per avercelo garantito?
Andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
O con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori?
O resterai più semplicemente dove un attimo vale l'altro
Senza chiederti come mai?

Continuerai a farti scegliere
O finalmente sceglierai?"




permalink | inviato da Rimmel il 11/1/2010 alle 1:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
7 gennaio 2010
come va mi chiedi tutto bene rispondo.


"Pensi che ho avuto una mano? Ho fatto tutto da solo, Il mio trucco è stato trovarmi un ruolo ma sono vittima del mio personaggio e me ne accorgo mentre sono davanti allo specchio che lo incoraggio..."




Va bene così.
-Dimmi se son da lapidare se mi nascondo sempre più...ma ognuno ha la sua pietra pronta e la prima, non negare, me la tireresti tu-




permalink | inviato da Rimmel il 7/1/2010 alle 3:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
1 gennaio 2010
Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia. Tu canti, e sei canto.



Ho ucciso per molto meno.




permalink | inviato da Rimmel il 1/1/2010 alle 22:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
20 dicembre 2009
considerazioni.


Stai pericolosamente camminando sull'orlo del vaffanculo.





permalink | inviato da Rimmel il 20/12/2009 alle 20:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
28 novembre 2009
La compagnia dei Celestini.
 
"...Se vedi uno stregone con un copricapo di piume di orokoro che cammina sopra i tetti,
fa volare edicole e fa cadere polvere d'oro sui passanti,
può darsi che la tua vita stia per cambiare, ma molto probabilmente stai vedendo un video musicale.
Se vedi una persona che non si rassegna alle cerimonie dei tempi,
che prezioso e invisibile aiuta gli altri anche se questo non verrà raccontato in pubbliche manifestazioni,
che non percorre i campi di battaglia sul bianco cavallo dell'indignazione, ma con pietà e vergogna
cammina tra i feriti... ecco uno stregone.
Quando non c'è più niente da imparare, vai via dalla scuola.
Quando non c'è più nulla da sentire, non ascoltare più.
Se ti dicono: è troppo facile starne fuori,
vuol dire che loro ci sono dentro fino al collo.
Vai lontano, con un passo solo."



permalink | inviato da Rimmel il 28/11/2009 alle 2:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
17 novembre 2009
Ode al giorno felice. (P.Neruda)
 
Questa volta lasciate che sia felice, non è successo nulla a nessuno, non sono da nessuna parte. succede solo che sono felice fino all’ultimo profondo angolino del cuore.
Camminando, dormendo o scrivendo, che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie, sento la pelle come un albero raggrinzito, e l’acqua sotto, gli uccelli in cima, il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra l’aria canta come una chitarra.
Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia, tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima canto e sabbia,
il mondo oggi è la tua bocca
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia essere felice,
essere felice perché sì, perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo e la sua freschezza. Oggi lasciate che sia felice, io e basta, con o senza tutti, essere felice con l’erba e la sabbia essere felice con l’aria e la terra, essere felice con te, con la tua bocca, essere felice.




(Sì, è per me.)



permalink | inviato da Rimmel il 17/11/2009 alle 1:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
1 novembre 2009
persa.
A volte mi fisso. fisso il vuoto e penso, ricordo.


[faccia da scema]

con gli occhi riflessi nel finestrino e la mente fuori, che vola.
"Una storia semplice, cielo senza nuvole..."
Ricordo la doccia e la sua faccia, le risate mentre tentava di "affogarmi" nella vasca da bagno.
Camere d'albergo, camere di ostello. Colazioni comprese, telefonate per ordinare una pizza.
Io i tortellini, se siamo a Bologna non voglio la quattro stagioni, quella la mangio a Roma.
Le fotografie, l'acqua che valeva due euro a litro e la fontanella. Caldo torrido, penombra.
Una torre, tanti scalini e poi tutto il centro. Mi accendo una sigaretta, guardo giù. Ridiamo.
Firenze si riflette nel fiume, negli accenti, nei negozi che vendono oro ed io guardo le vetrine
con la mente proiettata a tra dieci anni. A tra dieci anni, sì. Licenza poetica, posso?
Mi compra il gelato, mi da un bacino. A che serve odiare se tanto non si sa stare senza l'altro?
E' stupido, una marea di tempo perso mista a congetture. Congetture. Supposizioni. Malafede.
Bisogna abbandonarsi. L'uno nelle mani dell'altro.
"Telefonarti o uccidere, che differenza c'è?"



permalink | inviato da Rimmel il 1/11/2009 alle 19:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
28 ottobre 2009
Amok.
 


magari sembra...però non me la tiro.
non preoccupatevi, le mie sono solo chiacchiere.
le verità sono da un'altra parte.
se dovessi scoprire dove, ve lo farò presente...promesso.



permalink | inviato da Rimmel il 28/10/2009 alle 22:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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IL CANNOCCHIALE